Early warning e riduzione dei rischi in tempo reale
Con il termine early warning (allerta precoce) vengono indicati
allarmi che vengono diffusi nell’intervallo di tempo intercorrente
tra il momento in cui vengono osservati fenomeni indicanti la
generazione di un evento potenzialmente pericoloso e il momento
in cui l’evento colpisce una determinata località.
Le scale temporali caratteristiche dell’early warning sono
diverse per le diverse tipologie di evento:
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da secondi a decine di secondi per i TERREMOTI;
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da minuti a ore per gli TSUNAMI;
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da ore a giorni for EVENTI METEOROLOGICI;
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da ore a giorni per ALLUVIONI E FRANE;
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da ore a settimane per le ERUZIONI VULCANICHE.
L’adozione delle metodologie di early warning (EW) è
considerata essenziale per fronteggiare le catastrofi (non solo
naturali) in un mondo in cui la popolazione non solo è
in continuo aumento, ma si va concentrano in megalopoli di diverse
milioni o decine di milioni di abitanti. Infatti l’EW appare
come parola chiave in tutti i documenti che affrontano il problema
della riduzione dei rischi, sia a livello di Nazioni Unite, sia
a livello di Comunità Europea, che a livello nazionale
(vedi, ad esempio, le Raccomandazioni al Governo UK del Gruppo
Governativo di Lavoro sui rischi naturali, e le linee guida per
la programmazione 2007-13 della Regione Campania, la Legge sulla
Protezione Sismica della Repubblica Armena approvata nel 2002
ecc.).
Ciò è dovuto alla constatazione che:
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l’esplosione urbana porterà
il numero di megalopoli (città con più di 5 milioni
di abitanti) a 60 nel 2015. Più della metà di
queste sono in aree ad alto rischio da eventi naturali (soprattutto
terremoti ed alluvioni). La popolazione a rischio aumenterà
da circa 100 milioni del 1990 a circa 250-300 milioni nel 2015;
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questo processo ha già portato, agli
inizi del 2000, ad una triplicazione delle perdite in vite umane
e beni rispetto al 1950, aumento non dovuto ad una variazione
nella pericolosità, ma all’aumento della popolazione
ed della vulnerabilità dei centri urbani;
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circa il 50% dell’aumento delle perdite
non è dovuto all’evento primario, ma a eventi innescati
dall’evento primario (incendi, incidenti industriali,
frane, tsunami, ecc.);
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L’implementazione di metodologie di
early warning per la mitigazione in tempo reale dei disastri
è tecnicamente fattibile ed è uno strumento efficace
anche per la riduzione dei rischi legati ad eventi innescati;
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Le metodologie EW non sono un classico metodo
di predizione deterministico, ma possono fornire la probabilità
che un evento già iniziato (nel caso dei terremoti e
delle eruzioni) o per la cui genesi si stanno creando condizioni
favorevoli colpisca una determinata località.
Per poter essere efficacemente applicato, un early warning dovrebbe
essere sempre dato in termini probabilistici, e deve contenere
una stima della probabilità di falso allarme.
AMRA ha acquisito una notevole esperienza nella progettazione
di sistemi di early warning, contenenti una stima probabilistica
dei parametri forniti, e nell’ allestimento di sistemi prototipali
che includono:
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reti di sensori digitali a basso costo e
alta densità spaziale;
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sistemi di trasmissione dati robusti e ridondanti
capaci di lavorare in condizioni estreme;
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capacità di elaborare dati e fornire
informazioni in tempo reale (minuti o meno);
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strategie di informazione e diffusione;
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soluzione di problemi legali.
Quest’area di attività è strutturata in tre
sottoaree:
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Consulenti
Prof. Aldo Zollo
Università degli Studi di Napoli Federico
II
Prof. Luciano Picarelli
Seconda Università degli Studi di Napoli
Prof.
Antonio Nanni Università
degli Studi di Napoli Federico II |
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