STREST

Harmonized approach to stress tests for critical infrastructures against natural hazards
Ruolo di AMRA nel progetto
AMRA è il leader del WP4 e partecipa ai WP3-5-6-7.
È inoltre responsabile dell’applicazione alla raffineria di petrolio e impianto petrolchimico ENI/Kuwait di Milazzo.
L’esperienza nella valutazione della vulnerabilità è uno dei maggiori contributi di AMRA al progetto.

Staff di progetto
Paolo Gasparini, Alfonso Rossi Filangieri, Iunio Iervolino, Ernesto Salzano, Giovanni Lanzano, Anna Basco


SETTIMO PROGRAMMA QUADRO
FP7.ENV.2013

THEME [ENV.2013.6.4-4]
[Towards stress tests for critical infrastructures against natural hazards]

Durata: 36 months
Data inizio: Ottobre 2013
Data fine: Settembre 2015

Web Site: http://www.strest-eu.org/opencms/opencms/

Coordinatore del progetto per AMRA
Iervolino Iunio

PARTNER

1. ETH Zurich
Eidgenoessische Technische Hochschule Zurich, Svizzera
Domenico Giardini
COORDINATORE
2. EPFL
Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, Svizzera
Anton Schleiss
3. BUH
Basler & Hofmann Ag, Ingenieure Und Planer, Svizzera
Peter Zwicky
4. EUCENTRE
Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, Italia
Helen Crowley
5. AMRA
Amra - Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale Scarl, Italia
Iunio Iervolino
6. INGV
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Italia
Alessio Piatanesi
7. NEDERLANDSE
Nederlandse Organisatie Voor Toegepastnatuurwetenschappelijk Onderzoek – Tno, Paesi Bassi
Wim Courage
8. UJF
Universite Joseph Fourier Grenoble 1, Francia
Fabrice Cotton
9. AUTH
Aristotelio Panepistimio Thessalonikis, Grecia
Kyriazis Pitilakis
10. BOGAZICI UNIVERSITES
Bogazici Universitesi, Turchia
Mustafa Erdik
11. UL
Univerza V Ljubljani, Slovenia
Peter Fajfar
12. JRC
Jrc -Joint Research Centre- European Commission, Belgio
Fabio Taucer

Muoversi verso una società più sicura e resiliente richiede strumenti migliorati e standardizzati per la valutazione dell’hazard e dei rischi per eventi che hanno una bassa probabilità di accadimento ma un elevato impatto (LP-HC), e la loro applicazione sistematica ad intere classi di infrastrutture critiche (Critical Infrastructures, CIs), mirando a strategie di mitigazione del rischio integrato.
Tra gli strumenti di valutazione più importanti ci sono gli stress test, volti a testare la vulnerabilità e la resilienza delle singole infrastrutture critiche e dei sistemi infrastrutturali. A seguito dei risultati degli stress test recentemente effettuati dalla Comunità Europea per le centrali nucleari europee, è opportuno ed urgente svolgere adeguate prove di stress per tutte le altre classi di CIs.
STREST analizza eventi naturali quali terremoti, tsunami, effetti geotecnici e inondazioni, e tre classi principali di CIs: (a) infrastrutture individuali, a singolo sito, ad alto rischio, (b) infrastrutture distribuite e/o geograficamente estese con impatto economico ed ambientale potenzialmente elevato, e (c) infrastrutture distribuite, multi-sito con basso impatto individuale, ma grande impatto collettivo o dipendenze.
STREST lavora con le principali CIs europee per testare ed applicare le metodologie di stress test sviluppate per specifiche CIs, scelte per caratterizzare classi generali di CIs.
Gli obiettivi del progetto STREST sono:
  • stabilire una tassonomia comune e coerente per le CIs non nucleari;
  • sviluppare un approccio di modellazione che sia coerente e rigoroso rispetto all’hazard, alla vulnerabilità, al rischio ed alla valutazione della resilienza per eventi LP-HC;
  • progettare un framework per gli stress test ed applicazioni specifiche per affrontare la vulnerabilità, la resilienza e le interdipendenze di CIs;
  • consentire l'implementazione delle politiche europee per l'attuazione sistematica degli stress test.
I risultati attesi del progetto sono:
  • metodi volti ad armonizzare il trattamento delle incertezze e la meccanica della valutazione dell’hazard, con particolare attenzione alla quantificazione delle incertezze epistemiche e dei suoi effetti sull’hazard di LP-HC, l'integrazione di hazard regionali contro hazard locali specifici e gli effetti vicini alla fonte;
  • quantificazione coerente del verificarsi di eventi LP-HC (estremi, effetti a cascata) e schemi per introdurli nelle valutazioni dell’hazard e del rischio;
  • definizione delle misure adeguate per esprimere le probabilità aggregate di superamento dei valori limite attraverso un impatto esteso, tenendo conto delle caratteristiche di correlazione spaziale;
  • tassonomia coerente delle diverse classi di CIs, per classificarle in termini di caratteristiche comuni di vulnerabilità, di possibili conseguenze e di resilienza;
  • modelli probabilistici per la valutazione della vulnerabilità e dell’importanza, progettati per consentire il trasferimento dall’hazard al rischio e valutare le conseguenze di errori di sistema che si estendono molto al di là dei danni diretti ad attrezzature e strutture, comportando effetti a cascata;
  • miglioramento dell’ attuale conoscenza e valutazione delle perdite e della resilienza, a livello di singolo CI, CI di sistema o società;
  • modelli probabilistici con performance strutturali e sistemiche (stress test) per determinare le perdite per le CIs, e la loro suscettibilità agli effetti a cascata che possono amplificare le perdite, così come le interdipendenze tra le diverse CIs;
  • report di riferimento europeo relativi alla valutazione ed alla protezione di CIs;
  • Interazioni con gli operatori attraverso il coinvolgimento dei proprietari di CI e workshop con gli stakeholder.