SAFELAND

Living with landslide risk in Europe: Assessment, effects of global change, and risk management strategies
Ruolo di AMRA nel progetto
AMRA è stato leader del WP3, Identification of models best suited for QRA(Quantitative Risk Assessment) e dei task 1.2, Geomechanical analysis of weather-induced triggering processes e 1.6, Identification of models best suited for QRA.

Staff di progetto
Luciano Picarelli, Gianfranco Urciuoli, Gianfranco Fornaro, Paolo Gasparini, Giulio Zuccaro, Luca Comegna, Pasquale Versace, Antonio Santo, Warner Marzocchi, Pirone Marianna, Giuseppe Di Crescenzo, Massimiliano Rauci, Francesco Cacace, Donatella Maletta, Guido Rianna, Aldo Minardo, Emilia Damiano, Andrea Guida, Alfonso Rossi Filangieri


SETTIMO PROGRAMMA QUADRO

ENVIRONMENT (INCLUDING CLIMATE CHANGE)

Durata: 36 mesi
Data inizio: Maggio 2009
Data fine: Aprile 2012

Sito web: http://www.safeland-fp7.eu

Coordinatore del progetto per AMRA
Luciano Picarelli

PARTNER


1. ICG/NGI
International Centre for Geohazards, Norvegia
Farrokh Nadim
COORDINATORE
2. UPC
Universitat Politecnica de Catalunya, Spagna
Jordi Corominas
3. AMRA
Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale Scarl, Italia
Luciano Picarelli
4. BRGM
Bureau de recherches géologiques et minières, Francia
Hormoz Modaressi
5. UNIFI
Università degli Studi di Firenze, Italia
Nicola Casagli
6. IIASA
International Institute for Applied Systems Analysis, Austria
Joanne Bayer
7. JRC
Joint Research Centre, Italia
Javier Hervás
8. FUNAB
Fundación Agustín de Betancourt, Spagna
Manuel Pastor
9. AUTH
Aristotle University of Thessaloniki, Grecia
Kyriazis Pitilakis
10. UNIMIB
Università degli Studi di Milano – Bicocca, Italia
Giovanni B. Crosta
11. MPG
Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften e.V., Germania
Daniela Jacob
12. CMCC
Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, Italia
Pasquale Schiano
13. SGI-MI
Studio Geotecnico Italiano S.r.l., Italia
Ezio Faccioli
14. UNISA
University of Salerno, Italia
Leonardo Cascini
15. ITC
International Institute for Geo-information Science and Earth Observation – United Nations University, Paesi Bassi
Cees van Westen
16. ETHZ
Eidgenössische Technische Hochschule Zurich, Svizzera
Sarah Springman
17. UNIL
Université de Lausanne, Svizzera
M. Jaboyedoff
18. CSG
C.S.G. S.r.l. Centro Servizi di Geoingegneria, Italia
Mario Lovisolo
19. CNRS
Centre National de la Recherche Scientifique, Francia
Jean-Philippe Malet
20. KCL
King’s College London, Inghilterra
Mark Pelling
21. GSA
Geologische Bundesanstalt (Geological Survey of Austria), Austria
Robert Suppe
22. EPFL
Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Svizzera
Lyesse Laloui
23. TRL
TRL Limited, Inghilterra
Mike Winter
24.GIR
Geological Institute of Romanian, Romania
Raluca-Mihaela Maftei
25. GEOES
Geological Survey of Slovenia, Slovenia
Magda Carman
26. R&D
Risques & Développement, Francia
Eric Leroi
27. CRSA
Central Recherche S.A., Francia
Arezou Modaressi
     


A causa degli effetti dei cambiamenti climatici e del potenziale riscaldamento globale, in futuro si prevede un incremento delle frane causato da un aumento delle precipitazioni, dai cambiamenti dei cicli idrologici, dalle condizioni meteorologiche estreme, dalle piogge concentrate in brevi periodi di tempo, dagli eventi meteorologici seguiti da mareggiate che causano l'erosione costiera e dalla fusione della neve e dei suoli congelati nelle regioni alpine.
Le ragioni che hanno spinto il consorzio SAFELAND a dar vita a questo progetto europeo sono: il previsto cambiamento climatico e i rischi connessi crescenti, la necessità di proteggere le persone e i beni, e necessità della società europea di convivere eventi e calamità naturali cercando di contenere e gestire il rischio.
SAFELAND ha sviluppato strumenti quantitativi di valutazione per la gestione del rischio e definito strategie per la gestione delle frane a scala locale, regionale.
Il Progetto SAFELAND era organizzato in cinque aree:
  • l’area 1: miglioramento delle conoscenze relative all’innescamento di meccanismi, processi (inclusi quelli antropogenici e climatici) utili alla elaborazione di modelli di run-out per valutazione della pericolosità da frana;
  • l’area 2: metodologie di valutazione quantitativa del rischio per le diverse scale spaziali, esaminando le incertezze, la vulnerabilità, la suscettibilità da frana, la frequenza delle frane, e individuando hotspot in Europa caratterizzati da più alto hazard da frana e rischio;
  • l’area 3: scenari di cambiamento climatico, demografico e infrastrutturale, conseguenti all'evoluzione dell’hazard e del rischio negli hotspot europei selezionati;
  • l’area 4: early warning per le frane individuando le migliori tecnologie disponibili, sia nel contesto della valutazione dell’hazard che in quello della progettazione di sistemi di early warning;
  • l’area 5: strategie di mitigazione del rischio e linee guida per la scelta della strategia più appropriata di gestione dei rischi.