SOILCAM

Soil Contamination: Advanced integrated characterisation and time-lapse Monitoring
Ruolo di AMRA nel progetto
AMRA è il leader del WP5 (Sustainable remediation) e dei task 4.2, 5.1, 5.2, 5.4 e 6.4. È coinvolta, inoltre, nei WP 4, 6 e 7.
AMRA ha contribuito al progetto grazie alla sua esperienza in microbiologia, bonifiche, sviluppo delle tecnologie di monitoraggio.

Staff di progetto
Guido Greco, Giuseppe Toscano, Maria Letizia Colarieti, Sachin Bachate, Antonio Panico, Pietro Iavazzo, Liliana Gianfreda, Maria Rao, Domenico Pirozzi, Paolo Gasparini, Alfonso Rossi Filangieri


SETTIMO PROGRAMMA QUADRO
COOPERATION

THEME 6. Environment (including climate change)
[6.3 Environmental technologies, Topic ENV.2007.3.1.2.2]
Development of technologies and tools for soil contamination assessment and site characterisation, towards sustainable remediation

Durata: 54 mesi
Data inizio: Giugno 2008
Data fine: Novembre 2012

Sito web: http://www.soilcam.eu

Coordinatore del progetto per AMRA
Guido Greco

PARTNER

1. BIOFORSK
The Norwegian Institute for Agricultural and Environmental Research, Norvegia
Helen K. French
COORDINATORE
2. AMRA
Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale Scarl, Italia
Guido Greco
3. POLITO
Politecnico di Torino, Italia
Alberto Godio
4. WU-SEG
Wageningen University Soil Physics, Ecohydrology, and Groundwater Management Group, Paesi Bassi
Sjoerd van der Zee
5. FSU
Friedrich-Schiller-Universität Jena, Institute of Geosciences, Germania
Kai Uwe Totsche
6. ICIM
The National Research –Development Institute for Environmental Protection, Romania
Theodor Ghinda
7. RISSAC
Research institute for Soil Science and Agricultural Chemistry of Hung. Acad. Sci., Ungheria
Borbala Biro
8. UMS
Umweltanalytische Mess-Systeme GmbH, Germania
Georg von Unold
9. IRIS
Iris instrumets, Francia
Benoit Texier
10.UU
Uppsala University - Department of Earth Sciences, Svezia
Laust B. Pedersen



L'obiettivo del progetto SoilCAM è comprendere meglio il comportamento fisico, chimico e biologico della zona radicale e degli strati che si trovano tra la zona radicale e il livello delle acque sotterranee. Nel progetto si considerano in dettaglio il flusso, il trasporto e le interazioni biogeochimiche per un sistema suolo considerato vulnerabile agli effetti negativi della contaminazione, come può essere un terreno sabbioso, caratterizzato da acque sotterranee poco profonde.
La strategia generale del progetto è avere un forte legame con due siti specifici sul campo che servono come benchmark per i siti contaminati in Europa. Per il progetto risulta di fondamentale importanza il dialogo tra i manager di sito e gli scienziati che possono mettere a disposizione uno stato dell’arte della tecnologia e la conoscenza dei processi, al fine di migliorare le capacità predittive e di caratterizzazione del contaminante. Il progetto rappresenta un'occasione unica per testare i metodi in maniera più sistematica di quanto sia possibile in circostanze normali, in cui il finanziamento è frammentato e lo scopo e, quindi, la progettazione dei programmi di monitoraggio non sono sufficienti per trarre conclusioni generali su basi scientifiche.
I diversi Work Package si concentrano su settori specifici di ricerca.
SoilCAM ha studiato il comportamento sia del sistema suolo che della contaminazione presente (una miscela di contaminanti organici ed inorganici come quella riscontrabile nei siti dell’ Europa occidentale) sia in maniera sperimentale che modellisticamente.
Diversi metodi sono stati testati sperimentalmente nei Work Package 1, 2, 4 e 5, sia in due siti sul campo selezionati che in laboratorio. Gli esperimenti di laboratorio su campioni di diversi tipi di terreno prelevati nei due siti sul campo hanno fornito ulteriori informazioni robuste relative all'influenza esercitata dalle diverse proprietà del suolo. Presso il sito di Trecate, il consorzio ha collaborato con il progetto ModelPROBE, al fine di fare un miglior utilizzo dei dati raccolti sul campo, dei tempi di attività e di condivisione dei dati rilevanti. Presso il sito di Gardermoen, il lavoro è stato svolto in una stazione di ricerca sul campo per studi di zone insature, così come vicino degli alvei. Questa attività è stata svolta in collaborazione con l’aeroporto di Oslo (OSL).