ReLUIS-2015

Progetto Speciale RS3 “Rischio Sismico Indotto”

http://www.reluis.it/index.php?option=com_content&view=article&id=320&Itemid=170&lang=it

Settore di ricerca Rischio Sismico Indotto – U.R 1.1 (Amra Scarl)
WP di riferimento in ciascun settore RS3
Coordinatore



Paolo Gasparini
Professore Emerito “Federico II”
Responsabile Scientifico AMRA Scarl
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COMPONENTI UNITÀ DI RICERCA Personale Qualifica e Affiliazione
Paolo Gasparini Professore Emerito “Federico II” , AMRA Scarl
Alexander Garcia Ricercatore Senior, AMRA Scarl
Simona Esposito Post doc AMRA Scarl
STATO DELLE CONOSCENZE ALL’INIZIO DEL PROGETTO E BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Esiste una vasta letteratura scientifica, sviluppata soprattutto negli ultimi venti anni, che mostra come in alcuni casi azioni tecnologiche intraprese dall’uomo, comportanti iniezione o estrazione di fluidi dal sottosuolo, possano avere una influenza sui campi di sforzi principalmente attraverso variazioni nella pressione di poro nelle rocce e migrazione di fluidi. Pertanto sull’attività sismica che si verifica in prossimità spaziale con i siti e temporale con le operazioni tecnologiche sorge il sospetto che le operazioni antropiche possano aver avuto una influenza. In particolare nella letteratura scientifica viene spesso adottata una distinzione tra: 1) terremoti tettonici (prodotti da sistemi di sforzo naturali); 2) terremoti antropogenici (dove l’attività umana ha avuto un ruolo nel portare il sistema al punto di rottura).
In particolare i terremoti antropogenici si distinguono in:
a) terremoti indotti, nel quali lo sforzo prodotto dall’attività antropogenica è sufficientemente grande da produrre un evento sismico in una regione simicamente non attiva;
b) terremoti innescati, per i quali una piccola perturbazione generata dall’attività umana è sufficiente a spostare il sistema da uno stato quasi-critico ad uno stato instabile. L’evento sismico sarebbe comunque avvenuto prima o poi, ma probabilmente in tempi successivi e non precisabili.
La bibliografia di seguito rappresenta parte del lavoro dell’unità sul tema:
- Convertito V., Maercklin N., Zollo A. (2012) From induced seismicity to direct time-dependent seismic hazard. Bulletin of the Seismological Society of America, v. 102, no. 6 p. 2563-2573, doi: 10.1785/​0120120036.
- ICHESE (International Commission On Hydrocarbon Exploration And Seismicity In The Emilia Region) (2014). Report on the hydrocarbon exploration and seismicity in Emilia Region, available at: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/agenda/dettaglionotizia.asp?id=175.
STATO DELLE CONOSCENZE ATTESE ALLA FINE DELL’ANNUALITÀ ED OBIETTIVI La presente attività si pone l’obiettivo di studiare una metodologia per l’analisi del rischio sismico a breve termine in caso di sequenze sismiche, siano esse naturali o indotte, con lo scopo di evidenziare quali sono gli elementi innovativi rispetto all’analisi di rischio “classica”. In particolare tale metodologia,partendo dall’analisi di pericolosità a breve termine basata su processi stocastici non stazionari, includerà l’analisi di vulnerabilità a breve termine considerando i possibili effetti che sequenze di eventi sismici (solitamente frequenti, di bassa-media intensità e caratterizzati da segnali ricchi di alte frequenze) possono avere sul sistema di strutture ed infrastrutture che circondano i siti che ospitano le sequenze stesse, e l’analisi dell’impatto socio/economico.
DESCRIZIONE DEL LAVORO E SUDDIVISIONE IN ATTIVITÀ PER ANNUALITÀ Il lavoro, partendo dal progresso dell’unità sullo stato delle conoscenze sviluppato nel corso del primo anno (Gasparini e Esposito, 2015; Esposito e Gasparini, 2015, Styles, et al., 2015), prevede lo sviluppo di una metodologia per l’analisi di rischio sismico in caso di sequenze, naturali o indotte, articolato come segue:
- caratterizzazione della pericolosità a breve termine, dovuta all’accadimento di sequenze sismiche: modellazione stocastica del processo di occorrenza e sviluppo di metodi multi-parametrici di analisi per considerare, nel caso della sismicità indotta,anche dati geo-meccanici e di produzione;
- sviluppo di metodi per l’analisi della vulnerabilità e del rischio per sequenze sismiche,naturali e indotte da attività antropogeniche: comparazione con metodologie esistenti per la valutazione del rischio indotto da sequenze di aftershock, individuazione di misure di intensità (se differenti) rappresentative dei segnali sismici indotti;
- sviluppo di metodi per la valutazione dell’impatto delle attività antropogeniche sulla società.

· Esposito S., Gasparini P. (2015)Sismicità associata alla produzione di energia.Ambiente Rischio Comunicazione. Doppiavoce, 9, (in stampa)
· Gasaprini P., Esposito S. (2015)Shale Gas: gli idrocarburi del futuro?Ambiente Rischio Comunicazione. Doppiavoce, 9, (in stampa)
· Styles P., Gasparni P. Lasocki S., Scandone P., Huenges E., Esposito S., Orleka-Sikora B., Urpi L., Capuano P., Garcia-Aristizabal A., Pannone S., Antocecchi I. (2014) The 2012 Emilia Earthquake Sequence :an example of remote triggering by produced water reinjection? Nature Geoscience (in preparazione)
Attività sperimentale: Non prevista