ReLUIS 2016

Progetto Speciale “Vulnerabilità da tsunami”

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Settore di ricerca Vulnerabilità da tsunami (Amra Scarl)
WP di riferimento in ciascun settore RS3
Coordinatore



Paolo Gasparini
Professore Emerito “Federico II”
Responsabile Scientifico AMRA Scarl
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COMPONENTI UNITÀ DI RICERCA Personale Qualifica e Affiliazione
Paolo Gasparini Responsabile Scientifico, AMRA Scarl
Iunio Iervolino UNINA
Angela Di Ruocco Ricercatore, Amra
Annamaria Criscuolo Ricercatore, Amra
Anna Basco Ricercatore, Amra
STATO DELLE CONOSCENZE ALL’INIZIO DEL PROGETTO E BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE La valutazione della vulnerabilità da tsunami del costruito è un tema complesso difficilmente quantificabile in modo attendibile data la grossa influenza della morfologia costiera, sull’energia e sulle caratteristiche delle onde impattanti, che presuppone un vasto spettro di scenari.
Il primo tentativo moderno della valutazione dei danni attesi da tsunami è stato effettuato da Shuto (1993) che ha elaborato, su base statistica, una vasta gamma di informazioni di campagna. La sua scala di intensità degli tsunami ed il danno potenziale associato a ciascun grado della scala, sebbene basati essenzialmente su dati relativi al Giappone, è stata largamente utilizzata nelle valutazioni di danno atteso.
Un modello per la valutazione della vulnerabilità da tsunami (il PTVAM, Probabilistic Tsunami Vulnerability Assessment Model) è stato poi proposto da Dominey-Howes e Papathoma (2003, 2006). Il PTVAM permette la valutazione di diversi tipi di vulnerabilità, inclusa quella del costruito. Un ulteriore metodologia è stata proposta qualche anno dopo da Koshimura et al. (2009), basata sull’uso congiunto di informazioni sulla modellazione numerica della propagazione dell’onda e del GIS. Altri modelli sono stati poi proposti in base all’analisi dei dati relativi allo tsunami che ha devastato nel 2011 le coste giapponesi dopo il terremoto di Tohoku (Suppasri et al., 2013; Gokom e Koshimura, 2014; Charvet et al., 2015).
Nell’ambito del progetto europeo FP6 TRANSFER (Tsunami Risk and Strategies for the European Region) sono state effettuate delle valutazioni preliminari a larga scala della vulnerabilità dell’area mediterranea, e il gruppo di AMRA, in particolare, ha definito una zona a rischio variabile nell’area di Messina (Grezio et al., 2012). Valutazioni della vulnerabilità da tsunami dell’impianto petrolchimico e della raffineria ENI/Q8 di Milazzo sono in corso e costituiscono il contributo principale di AMRA al Progetto FP7 STREST (Harmonized approach to stress tests for critical infrastructures against natural hazards).
Tra i progetti recentemente finanziati dalla Commissione Europea sul tema della vulnerabilità da tsunami si ricorda infine il progetto Urban Waves finanziato dall’European Reseach Council ed iniziato nel gennaio 2014. Il progetto, coordinato da Tiziana Rossetto (UCL – UK), è focalizzato sulla messa a punto di una metodologia quantitativa per la valutazione della vulnerabilità strutturale da tsunami.
CONOSCENZE ATTESE ALLA FINE DELL’ANNUALITÀ ED OBIETTIVI La presente attività si pone l’obiettivo di identificare e verificare un set di metodologie più appropriato alla valutazione della vulnerabilità da tsunami di edifici ed infrastrutture.
Partendo dall’esperienza di AMRA maturata sull’argomento nell’ambito di due progetti europei (FP6-TRANSFER e FP7-STREST), la presente attività prevede:
1) una revisione critica delle metodologie esistenti per la valutazione della vulnerabilità da tsunami degli edifici e infrastrutture a livello mondiale (primo semestre);
2) un’applicazione preliminare del set di metodologie selezionate ad un caso studio (Messina o area industriale di Milazzo oppure un borgo dell’area vesuviana o sorrentina) (secondo semestre).
PRODOTTI ATTESI I semestre: Abaco delle curve di fragilità disponibili in letteratura
II semestre: Rapporto sui risultati dell’applicazione
Attività sperimentale: Non prevista